Scoiattolo grigio

Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis), fotografia di Diego Barbiero

Lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) è un roditore originario del Nord America, portato in Italia dall’uomo. Curioso, poco diffidente e facile da vedere nei parchi, sembra un ospite simpatico. In realtà è una delle specie esotiche invasive più studiate d’Europa, perché dove si diffonde tende a sostituire il nostro scoiattolo rosso.

Come riconoscere lo scoiattolo grigio

Appartiene all’ordine dei Roditori e alla famiglia degli Sciuridi. Ha una corporatura robusta di taglia media: è lungo in tutto circa 40-50 cm, di cui quasi la metà è coda, e pesa circa 400-800 grammi. Il dorso è grigio cenere, con sfumature rossicce su zampe, testa e fianchi, mentre il ventre è bianco o grigio chiaro. La coda è molto folta, grigia e bordata di bianco.

Differenze con lo scoiattolo rosso

A differenza dello scoiattolo rosso, non ha i ciuffi di peli sulle orecchie ed è più grande e pesante. Il colore da solo non basta, perché anche uno scoiattolo rosso può avere il mantello grigio o scuro, e il grigio può avere toni rossicci: conviene guardare orecchie, corporatura e bordo bianco della coda.

Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis), fotografia di Diego Barbiero

Come è arrivato in Italia e dove vive

È stato introdotto dall’uomo nei parchi, proprio perché ornamentale e poco diffidente. La prima introduzione risale al 1948, con due coppie liberate in un parco a Candiolo, vicino ai boschi di Stupinigi (Torino). Nel 1966 altri esemplari furono rilasciati a Genova Nervi, e nel 1999 è stata segnalata un’altra introduzione importante nella Valle del Ticino.

Oggi è presente soprattutto in Piemonte, Lombardia e Liguria, con un nucleo anche in Umbria, nell’area di Perugia. Frequenta boschi di latifoglie, parchi urbani e giardini. Se abitate vicino a un parco guardatevi attorno, perché a me è capitato di trovarlo nell’orto, su un albero spoglio e piccolo!

Abitudini e cosa mangia

È un animale diurno: in inverno si muove soprattutto nelle ore più calde, vicino a mezzogiorno, e in estate la mattina o verso il tramonto, quando fa più fresco. Si nutre soprattutto di ghiande, noci e altri semi, oltre che di gemme, bacche e funghi, e occasionalmente di insetti, uova e nidiacei. Come lo scoiattolo rosso, nasconde parte del cibo per crearsi delle riserve.

In natura la maggior parte degli individui vive pochi anni, anche se il massimo registrato allo stato selvatico è di circa 12 anni.

Riproduzione e nido

Nidifica nelle cavità degli alberi o in nidi rotondi costruiti con foglie e rami. Dopo una gestazione di circa 44 giorni la femmina partorisce di solito 2-4 piccoli, nudi e ciechi, e può farlo 1-2 volte l’anno. I giovani diventano indipendenti intorno alle 12 settimane.

Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis), fotografia di Diego Barbiero

Perché lo scoiattolo grigio è un problema?

Non aggredisce lo scoiattolo rosso, ma lo batte nella competizione per cibo e spazio, anche perché sfrutta meglio semi come le ghiande. Può inoltre portare un virus, il parapoxvirus, che è spesso letale per lo scoiattolo rosso. In Piemonte il rosso è già scomparso da oltre 1.600 km² di territorio. Il grigio può causare anche danni ai boschi e alle piantagioni, perché scorteccia gli alberi.

Per questo dal 2016 è nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, soggette alle regole del Regolamento UE 1143/2014, e dal 2023 l’Italia ha misure nazionali per gestirlo. Il tema è discusso: il controllo prevede anche la rimozione degli animali, mentre alcune associazioni chiedono metodi non cruenti. Una regola semplice vale per tutti: gli animali non vanno mai liberati in natura.

Introdotto per abbellire i nostri parchi, oggi mette a rischio una specie che appartiene ai nostri boschi. Ne è valsa la pena? Altri incontri con la fauna selvatica li trovate nella mia galleria dedicata agli animali.

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