Thomisus onustus: il ragno granchio che cambia colore

Thomisus onustus, ragno granchio, fotografia macro di Diego Barbiero

Un fiore fermo, un’ape che si posa, e un attimo dopo l’ape non si muove più. Thomisus onustus, noto come ragno granchio o ragno camaleonte, non tesse tele: aspetta immobile sui fiori, spesso dello stesso colore dei petali. Se non si ha paura dei ragni, quando sfoggia i suoi colori è molto bello da fotografare.

Come riconoscere il ragno granchio

Appartiene alla famiglia dei Tomisidi, i ragni granchio. Il nome viene dalla forma: le zampe anteriori sono lunghe e tenute aperte come quelle di un granchio, e questi ragni si spostano anche di lato. L’addome è squadrato nella parte posteriore, mentre davanti ci sono dei tubercoli rivolti in avanti, come piccole corna, con gli occhi in posizione laterale.

Maschio e femmina: due ragni molto diversi

La differenza tra i sessi è netta. La femmina misura tra i 7 e i 10 mm e il maschio tra i 2 e i 4 mm, tanto che in peso lei può superarlo di decine di volte. Anche i colori cambiano: il maschio è scuro, sul marroncino, mentre la femmina è molto più vistosa e può essere bianca, gialla o rosa.

Thomisus onustus, ragno granchio, fotografia macro di Diego Barbiero

Perché il ragno camaleonte cambia colore?

La femmina può assumere gradualmente il colore del fiore su cui si trova. Non è un cambiamento istantaneo come ci si potrebbe aspettare dal nome: richiede in genere alcuni giorni, ed è reversibile. Anche il maschio di questa specie può cambiare colore, pur restando molto più discreto.

L’idea più diffusa è che il mimetismo lo nasconda sia alle prede sia agli uccelli predatori, ma la questione è ancora studiata. Alcune ricerche indicano che gli insetti impollinatori reagiscono anche ad altri segnali, come la taglia e i movimenti del ragno, oltre che alla luce ultravioletta riflessa dal suo corpo. In alcuni ragni australiani questo riflesso attira le api, mentre Thomisus onustus tende piuttosto a tenerle lontane.

Come caccia

A differenza di molti altri ragni non costruisce una tela. Resta appostato su un fiore con le zampe anteriori aperte e afferra l’insetto che si avvicina, anche se più grande di lui, come un’ape. Con il morso inietta il veleno che immobilizza la preda, poi i succhi digestivi ne sciolgono l’interno e il ragno può succhiarne il contenuto, lasciando l’involucro quasi intatto.

Il suo rapporto con le piante è curioso. Uno studio del 2018 ha osservato che può ridurre le visite delle api a un fiore, ma anche avvantaggiare la pianta perché cattura gli insetti che se ne nutrono.

Thomisus onustus, ragno granchio, fotografia macro di Diego Barbiero

Dove e quando trovarlo

Vive in Europa, Nord Africa e parte dell’Asia, soprattutto in zone calde e nella vegetazione di bassa quota. Lo si trova nei prati fioriti, sui fiori e sugli arbusti, da maggio ad agosto. Non è difficile da individuare: basta controllare con calma i fiori, soprattutto quelli con un insetto stranamente immobile.

Riproduzione

La femmina depone le uova in un bozzolo di seta. Il loro numero varia moltissimo, da meno di 10 a oltre 400, e in genere è più alto nei bozzoli di inizio stagione. Passa circa un mese prima che i piccoli escano dal bozzolo, e all’inizio maschi e femmine non si distinguono.

Il ragno granchio è pericoloso?

No, per le persone non è considerato pericoloso: è un ragno minuscolo che non cerca il contatto. Basta osservarlo e fotografarlo senza toccarlo. Altri piccoli abitanti dei fiori li trovate nella mia galleria del mondo macro.

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