Lo scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris), detto anche scoiattolo comune o europeo, è un piccolo mammifero dell’ordine dei Roditori e della famiglia degli Sciuridi. È l’unico scoiattolo arboricolo nativo di gran parte dell’Europa ed è una specie autoctona del nostro territorio. Timido, schivo e leggero nei movimenti, non è facile da individuare, e in alcune zone d’Italia è sempre più raro a causa dello scoiattolo grigio americano.
Come riconoscere lo scoiattolo rosso
Pesa tra i 250 e i 350 grammi e ha una lunghezza totale di circa 35-40 cm, di cui quasi la metà è coda. La coda lunga e folta lo aiuta a mantenere l’equilibrio e a orientarsi nei salti tra i rami.
Nonostante il nome, non è sempre rosso: il mantello cambia con la stagione, il luogo e l’individuo, e può andare dal rosso mattone al marrone, al grigio e fino al nero. Il ventre resta invece chiaro, bianco o crema. Il segno più caratteristico sono i ciuffi di peli sulle orecchie, più folti in inverno, quando anche il mantello diventa più spesso.
Differenze tra scoiattolo rosso e scoiattolo grigio
Lo scoiattolo grigio è più grande e pesante, con un peso di circa 400-800 grammi, non ha i ciuffi sulle orecchie e ha un mantello per lo più grigio, con la coda bordata di bianco. Il colore da solo però può ingannare, perché uno scoiattolo rosso può avere il mantello grigio o scuro: meglio guardare orecchie e corporatura.

Dove vive lo scoiattolo rosso in Italia
Vive in boschi di conifere, latifoglie e misti, comprese le foreste alpine, e può frequentare anche parchi e aree verdi urbane. Passa gran parte del tempo sugli alberi, grazie a unghie affilate e forti zampe posteriori che gli permettono di saltare da un ramo all’altro.
In Italia è presente nella penisola ma non nelle isole. Una precisazione per il Sud: gli scoiattoli scuri di Basilicata e Calabria sono stati riconosciuti nel 2017 come specie distinta, lo scoiattolo meridionale (Sciurus meridionalis).
Abitudini: quando è attivo e quanto vive
È un animale diurno: d’estate si muove soprattutto nelle ore più fresche, mentre d’inverno preferisce quelle centrali. Non va in letargo vero e proprio e, fuori dal periodo riproduttivo, è piuttosto solitario, anche se nei periodi più freddi più individui possono condividere lo stesso nido per scaldarsi.
In natura la vita è spesso breve: chi supera il primo inverno ha un’aspettativa di circa 3 anni, anche se alcuni individui arrivano a 7. Tra i suoi predatori ci sono la martora e i rapaci, mentre a terra è esposto a volpi, gatti e cani.
Cosa mangia lo scoiattolo rosso
Si nutre soprattutto di semi e frutta a guscio, compresi i semi che estrae dalle pigne, e completa la dieta con gemme, bacche, funghi e occasionalmente uova di uccelli. A fine estate e in autunno nasconde parte del cibo nel terreno, tra i rami o nelle cavità degli alberi, per avere scorte in inverno e all’inizio della primavera.
Molte di queste scorte non vengono più ritrovate, e i semi dimenticati possono germogliare. È così che lo scoiattolo contribuisce a far nascere nuove piante e a rinnovare il bosco.

Riproduzione e nido
Gli accoppiamenti avvengono di solito tra la fine dell’inverno e l’inizio dell’estate, e una femmina può avere fino a due cucciolate l’anno se trova cibo a sufficienza. Partorisce in cavità degli alberi, come i vecchi nidi di picchio, oppure in un nido sferico di 25-30 cm costruito tra i rami e imbottito con muschio, foglie, erba e corteccia.
La gestazione dura circa 38-40 giorni. Nascono di solito 3-4 piccoli, fino a un massimo di 6, ciechi e sordi, di cui si occupa solo la madre. Aprono gli occhi verso i 30 giorni, escono dal nido dopo circa 45 e diventano indipendenti a 10-12 settimane.
Perché lo scoiattolo rosso è minacciato?
A livello mondiale non è considerato a rischio, ed è tutelato dalla Convenzione di Berna, ma in Italia e in Gran Bretagna è in calo dove arriva lo scoiattolo grigio. Quest’ultimo è stato portato dal Nord America dall’uomo e in Italia è presente in Piemonte, Lombardia, Liguria e Umbria. In Piemonte, dove tutto iniziò con due coppie nel 1948, lo scoiattolo rosso è scomparso da oltre 1.600 km² di territorio.
I due non si combattono direttamente: il grigio vince la competizione per cibo e spazio, anche perché digerisce meglio semi come le ghiande. Inoltre può portare un virus, il parapoxvirus, che non gli provoca danni ma è spesso letale per lo scoiattolo rosso, soprattutto in Gran Bretagna. A questo si aggiungono la perdita e la frammentazione dei boschi. Per contenere il grigio sono stati avviati anche progetti europei, come LIFE EC-SQUARE e LIFE U-SAVEREDS.
Salvaguardare lo scoiattolo rosso vuol dire salvaguardare il bosco e la foresta, che con le sue scorte dimenticate aiuta a rinnovarsi! Altri incontri con la fauna selvatica li trovate nella mia galleria dedicata agli animali.
