La senti ovunque ma quasi non la vedi. La cicala è il suono dell’estate: quel frinire insistente che a volte non ci lascia riposare nelle ore più calde. Per l’adulto, però, quel canto è solo l’ultimo atto di una vita passata in gran parte sottoterra, al buio.
Com’è fatta e quali specie ci sono in Italia
La cicala è un insetto dell’ordine degli Emitteri e della famiglia dei Cicadidi, con corpo robusto, testa larga e ali trasparenti. Il colore varia dal grigio al verde e al marrone scuro, e la maggior parte delle specie è lunga tra i 2 e i 5 cm. Non esiste una sola “cicala”: in Europa si contano oltre 30 specie. Tre di quelle che si possono incontrare in Italia sono:
- Cicala del frassino (Cicada orni): lunga in media circa 28 mm, ha una colorazione tra bruno, nero e verde con una patina grigiastra, che la mimetizza molto bene sulla corteccia.
- Cicala comune (Lyristes plebejus): è la più grande d’Europa, con circa 35 mm di corpo nero e parte inferiore color ocra. Frequenta boschi e arbusteti, su pini, querce, olivi e alberi da frutto.
- Cicala di montagna (Cicadetta montana): molto diffusa in Europa, arriva fino alla Scandinavia perché i suoi stadi giovanili sopportano inverni piuttosto rigidi.

Perché la cicala canta solo d’estate?
Canta solo il maschio, per attirare la femmina. Non usa la voce e non strofina le ali: il suono nasce dai timballi, membrane elastiche ai lati dell’addome che vengono messe in vibrazione da appositi muscoli. Ogni specie ha un richiamo proprio, tanto che gli entomologi le distinguono anche registrandone il canto.
Le ragioni dell’estate sono due. Gli adulti compaiono solo nei mesi caldi, in Italia soprattutto tra giugno e agosto, e hanno poche settimane per riprodursi. Inoltre serve il caldo: si stima che il canto parta sopra i 22 °C circa, perché con il freddo le membrane perdono elasticità. Per questo le cicale si fanno sentire soprattutto nelle ore più calde.
Il ciclo vitale: quanto vive una cicala?
L’adulto vive di solito qualche settimana, ma l’intera vita dell’insetto dura anni. Tutto parte dall’accoppiamento, durante il quale i due insetti restano uniti per diversi minuti. La femmina incide poi con l’ovopositore la corteccia di rametti e rovi e vi depone le uova. Dopo la riproduzione gli adulti muoiono.
Dalle uova nascono piccole ninfe, spesso chiamate larve, che si lasciano cadere a terra e si infilano nel terreno. Qui restano per anni, scavando gallerie e nutrendosi alle radici. Molte specie impiegano da 2 a 5 anni, e per la cicala del frassino si parla in media di circa 3 anni. I casi record sono in Nord America: le cicale del genere Magicicada restano sottoterra 13 o 17 anni, per poi uscire tutte insieme.
Quando è matura, la ninfa esce dal terreno e si arrampica su un albero, ancora senza ali funzionanti. Lì compie l’ultima muta e ne emerge l’adulto, lasciando attaccata alla corteccia l’esuvia, cioè il suo involucro vuoto. Trovare una di queste “camicie” in estate è spesso il modo più facile per scoprire che in quel punto ci sono le cicale.

Cosa mangia la cicala?
Si nutre della linfa delle piante, che aspira con un apparato boccale pungente e succhiante: la ninfa la preleva dalle radici, l’adulto dai rami e dal tronco. È una linfa povera di nutrienti, e questo aiuta a capire perché lo sviluppo richieda così tanto tempo.
Chi sono i predatori della cicala?
Da adulta è preda soprattutto degli uccelli, come i gruccioni, mentre durante la vita sotterranea deve guardarsi dalle talpe.


La cicala è pericolosa o dannosa?
No, per noi è innocua: al massimo disturba il riposo. Anche sulle piante l’effetto è di solito modesto, e gli studi sulle cicale nordamericane indicano che alberi grandi tollerano bene sia l’alimentazione sia le incisioni per le uova. Le piante giovani possono essere più delicate.
Forse per qualcuno è difficile da individuare visivamente, ma dal suo verso sì! La prossima volta che la sentite, seguite il suono e guardate bene la corteccia: è lì, perfettamente mimetizzata. Altri piccoli abitanti della natura li trovate nella mia galleria dedicata agli insetti e in quella del mondo macro.
