Oxythyrea funesta (cetoniella): come riconoscerla, cosa mangia e che danni fa

Oxythyrea funesta (cetoniella) su un fiore, fotografia macro di Diego Barbiero

Oxythyrea funesta, chiamata comunemente cetoniella o cetonia funesta, è un piccolo coleottero nero a puntini bianchi molto facile da osservare, perché è diffuso sul nostro territorio e presente anche a certe altitudini. Basta guardare i fiori chiari in una giornata di sole. Per il naturalista è un insetto interessante, per chi coltiva un ospite poco gradito.

Come riconoscere la cetoniella

È un coleottero della famiglia degli Scarabeidi, sottofamiglia dei Cetoniini, lungo circa 8-12 mm. Il colore è nero, a volte con riflessi bronzei, con piccole macchie bianche: di solito sei in due file sul torace e molte altre sulle elitre, le ali anteriori rigide. Il corpo è coperto da una peluria biancastra ben visibile di profilo, che con l’età può consumarsi: gli esemplari più vecchi appaiono quasi glabri.

È facile distinguerla dalla più nota cetonia dorata (Cetonia aurata), che è più grande e di un verde metallico brillante. Più simile è Oxythyrea cinctella, che però appare uniformemente grigia, senza macchie evidenti.

Dove vive e quando si vede

È una specie che ama il caldo, comune nell’Europa centro-meridionale, nel Nord Africa mediterraneo e nel Vicino Oriente. Negli ultimi decenni si è spinta più a nord, per esempio in Germania. Frequenta prati fioriti, giardini, frutteti e aree coltivate.

Gli adulti volano di giorno, soprattutto con il sole. I primi compaiono in primavera, in genere da aprile, sono più numerosi fino a luglio e si possono vedere in numero minore fino a settembre.

Cosa mangia la cetoniella

Gli adulti si nutrono di polline, nettare e succhi della frutta, ma mangiano anche le parti del fiore. Sono attratti in particolare dai fiori di colore chiaro, soprattutto bianchi, come quelli di molte Rosacee. Le larve vivono invece nel terreno e si nutrono di materia organica in decomposizione, come lettiera e legno marcio, e di piccole radici.

Impollinatore o insetto dannoso?

In realtà può essere entrambe le cose. Mentre si nutre, il polline raccolto dagli stami si attacca alla sua peluria e può arrivare sui pistilli di altri fiori, permettendo la fecondazione e quindi la formazione di frutti e semi. Per questo ha un suo ruolo nella biodiversità.

In agricoltura però è temuta, perché può mangiare i fiori fino a impedire la formazione del frutto. I danni riguardano soprattutto alberi da frutto, rose, fragole e iris, e sono più pesanti quando gli adulti sono numerosi durante la fioritura. Chi vuole limitarli sfrutta la sua preferenza per i fiori bianchi, su cui è molto visibile, e la toglie a mano. Esistono anche trappole specifiche, ma non sempre danno buoni risultati, perché i fiori appena aperti restano più attraenti.

Il ciclo vitale

In primavera e all’inizio dell’estate non è raro vedere le coppie immobili, sovrapposte per parecchi minuti sopra un fiore. La femmina depone poi le uova nel terreno, di solito vicino a materia organica in decomposizione. Le larve, biancastre e curvate a forma di C, crescono fino a circa 2-3 cm.

La specie passa l’inverno nel terreno e i nuovi adulti escono la primavera successiva, verso aprile. Tra i suoi nemici naturali c’è la vespa Scolia hirta, che parassita le larve.

La cetoniella punge?

No. Se la incontrate nei prati fotografatela tranquillamente: non punge! Altri insetti li trovate nella mia galleria dedicata agli insetti e in quella del mondo macro.

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