Sembra un cormorano in miniatura, ed è facile scambiarlo per un giovane della specie più grande. Il marangone minore (Microcarbo pygmaeus, a lungo classificato come Phalacrocorax pygmeus), detto anche cormorano pigmeo, è il più piccolo della sua famiglia in Europa. In Italia era una presenza rara fino a pochi decenni fa, mentre oggi è molto presente nel Delta del Po.
Come riconoscere il marangone minore
È lungo circa 45-55 cm, ha un’apertura alare di 80-90 cm e pesa tra circa 560 e 870 grammi. Rispetto alla taglia ha una coda lunga, mentre il becco è corto e spesso.
La colorazione varia con la stagione. Nel periodo riproduttivo la testa assume un colore marrone con riflessi rossastri, il corpo è nero con riflessi verdastri e compaiono piccole piume bianche sparse su testa, collo e corpo, oltre a un breve ciuffo sulla fronte. Fuori da questo periodo l’aspetto è più spento e meno contrastato.
Differenze tra marangone minore e cormorano
Attenzione a non confonderlo con il cormorano comune. Il primo indizio è la taglia: il cormorano è lungo 80-100 cm e pesa 2-3 kg, quindi molto di più del marangone minore. Il cormorano ha inoltre un becco più lungo, mentre il marangone minore ha il becco corto e la coda che, in proporzione, sembra più lunga.

Dove vive e dove osservarlo in Italia
Il marangone minore preferisce le zone umide d’acqua dolce ferma o a corrente lenta con molta vegetazione, come laghetti, stagni e delta. Fuori dal periodo della nidificazione frequenta anche le acque salmastre. Vive soprattutto nell’Europa sud-orientale e nell’Asia sud-occidentale, e in Italia è migratore regolare, svernante e nidificante.
La sua storia italiana è recente. La prima nidificazione documentata risale al 1981, nelle Valli di Comacchio, e all’inizio del Duemila si contavano ancora circa 120 coppie. Un censimento del 2013 ne ha stimate circa 2.125 in 18 siti riproduttivi. Dall’Alto Adriatico si è poi allargato verso altre zone umide, con le prime nidificazioni nel Lazio nel 2021 e in Calabria nel 2022. Il Delta del Po resta uno dei posti giusti per cercarlo, spesso posato sui rami bassi vicino all’acqua.
Perché sta con le ali aperte e cosa mangia
È facile trovarlo ad ali spiegate sotto il sole. Come quello del cormorano, il suo piumaggio non è impermeabile: questo gli rende più facile immergersi e inseguire i pesci, ma poi deve asciugarsi. Si nutre soprattutto di pesci, in genere piccoli: possono arrivare a circa 15 cm, con un peso medio di 15 grammi.
Come nidifica
È una specie gregaria che nidifica in colonia, spesso insieme ad aironi e cormorani. Il nido è fatto di rami ed erbe e si trova sulla bassa vegetazione, su arbusti o alberi bassi e nei canneti, attorno ad acque dolci popolate da pesci, dove riesce a procurare facilmente il cibo per la prole. Può adattarsi anche ad ambienti creati dall’uomo: in provincia di Brescia è stato trovato a nidificare in una ex cava.
La femmina depone di solito 3-6 uova, covate da entrambi i genitori per 27-30 giorni. I piccoli diventano indipendenti dopo circa 70 giorni.
Il marangone minore è una specie alloctona?
No. Una specie alloctona è portata dall’uomo fuori dal suo areale, mentre il marangone minore è arrivato da solo, ampliando la sua area di nidificazione verso ovest. Per questo gli ornitologi lo definiscono un nidificante “di recente immigrazione”.
A livello mondiale non è considerato minacciato e in Europa è tutelato dall’Allegato I della Direttiva Uccelli. Restano però problemi seri, come il degrado delle zone umide, la persecuzione diretta e il rischio di restare impigliato nelle reti da pesca.
Altri incontri con gli uccelli li trovate nella mia galleria dedicata all’avifauna.
